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"Leggo per legittima difesa" (Woody Allen)
CULTURA
26 gennaio 2010
Comune di Manerba del Garda per la giornata della memoria: visita a Gonzaga ed al museo Cervi a Gattatico.
In occasione della giornata della memoria l’Assessorato alla Cultura del Comune di Manerba del Garda, guidato dall’Assessore Anna Dolci, ha organizzato per il 24 gennaio una visita guidata al Museo Cervi di Gattatico.

Alla partenza si sono trovate 37 persone con la voglia di ricordare, di imparare e di trascorrere dei momenti conviviali, pur nel ricordo tragico degli eventi che la giornata della memoria evoca.

Durante la mattinata la compagnia ha fatto una prima tappa a Gonzaga, in provincia di Mantova, per curiosare tra le 300 bancarelle del mercatino del “C’era una volta”. Il mercatino spazia dall’antiquariato alle semplici cose vecchie, fa sfoggio di oggettistica ed è un trionfo di modernariato. Il mercatino si trova in Piazza Matteotti e si tiene ogni quarta domenica del mese.

Prima di avviarsi verso Gattatico, la compagnia ha fatto una sosta culinaria (che mai guasta, poiché non si vive di sola cultura…) al ristorante Prater di Sant’Ilario d’Enza. L’ottimo menù comprendeva dei fantastici tagliolini saltati con porcini freschi, che avrebbero meritato un bis, guanciale di vitello brasato al vino rosso con polenta ed un ottimo dolce, il tutto “irrorato” da lambrusco nostrano. Il menù del gruppo, al costo di € 25,00, era decisamente gustoso. Il ristorante si trova in via Roma 39, telefono 0522 672375 ed il sito è www.praterfood.it

Scopo della gita e meta più importante della giornata è stata la visita del museo Cervi a Gattatico www.fratellicervi.it

I sette fratelli Cervi furono fucilati dai fascisti nel poligono di tiro di Reggio Emilia il 28 dicembre 1943. La loro storia è commovente e drammatica, così come furono drammatiche tutte le morti di innocenti che si ebbero all’epoca, dove il confine tra giusto e sbagliato era spesso sfumato. Trovate tutta la loro storia sul sito del museo e in questo link di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Cervi

Papà Alcide Cervi sopravvisse ai suoi sette figli, mentre la madre Genoveffa Cocconi morì nel novembre del 1944. Alcide, al cui funerale il 27 marzo del 1970 parteciparono più di 200.000 persone, scrisse la sua testimonianza nel libro “I miei sette figli” che potete leggere qui http://www.viewdocsonline.com/document/25865231

Un racconto vibrante è la testimonianza di Maria Cervi, figlia di Antenore Cervi, che all'epoca dell'omicidio del padre e degli zii aveva 9 anni. Di seguito i collegamenti a tutti i video:
http://www.youtube.com/watch?v=oYsmLtxl9tc
http://www.youtube.com/watch?v=Y4EIjGB6ZkU
http://www.youtube.com/watch?v=FcZuCE6TTC0
http://www.youtube.com/watch?v=Fz5Rswci6kU
http://www.youtube.com/watch?v=AWIkkReUXU8

Una parola di lode per la professionalità della guida nel museo, in considerazione del fatto che durante i fine settimana le visite sono guidate da volontari.

In complesso un’ottima gita che ha saputo armonizzare momenti ludici e momenti di riflessione. La visita al museo Cervi è consigliata a tutti, grandi e piccoli.

La musica del video che ho creato è di Marco Paolini con i “Mercanti di liquore”.

Arte.



spettacoli
1 agosto 2009
Il concerto di Burt Bacharach e Karima a Brescia, 22 luglio 2009.

Io ho dei gusti musicali molto eterogenei, riesco ad esaltarmi allo stesso modo per i Red Hot Chilly Peppers e per Frank Sinatra, e non ritengo blasfemo ascoltare prima Skin o Annie Lennox e di seguito Nina Simone.

Da piccola, tanto per dire, il mio giradischi ha fatto i solchi nel vinile di Glenn Miller e Benny Goodman. Sì, va beh, un po’ strana lo ero.

Comunque, quando ho saputo che Burt Bacharach avrebbe tenuto un concerto in Piazza Duomo a Brescia, la tentazione di andarlo a sentire si è impossessata di me. E, giusto per fare una citazione letteraria un po’ trita, ho seguito il consiglio di Oscar Wilde che sosteneva che il miglior modo per resistere alle tentazioni è cedere. Per cedere ho dovuto quasi accendere un mutuo, visto il non proprio popolare prezzo di € 57,50 per un posto numerato in platea…

Anche avere un seguito non è stato facile, visto che il 90% delle persone che conosco non sapeva neppure chi fosse Bacharach, pur avendo ascoltato centinaia di suoi brani e colonne sonore. Come si fa a non venerare l’autore di “I say a little prayer for you”? Per me è un mistero!

Quando mi sono seduta mi sono accorta che il pubblico era composto solo da tre tipologie di ascoltatori: i quasi quarantenni come me, una serie di vecchie mummie sfuggite nottetempo al museo egizio di Torino e coppie gaie. Ah, dimenticavo i fan duri e puri, quelli che si sono fatti centinaia di km per venire a vederlo e che alla comparsa dell’arzillo ottuagenario (Burt Bacharach è nato il 12 maggio del 1928) hanno gridato a squarciagola “you’re eternal”.

Bravissima Karima, anche se in apertura di concerto pochi se la sono filata e hanno continuato bellamente a chiacchierare, bellissima la canzone presentata all’ultimo Sanremo “Come in ogni ora”, orchestra ricca e ben oliata, coristi/solisti con voce da brividi e Burt Bacharach tra il timido e l’istrionico. Repertorio da “Mille e una notte”, anche se io avrei dato maggior rilievo ai grandi successi del passato, senza relegarli, come spesso è accaduto, in alcuni medley.

Ho fatto qualche ripresa del concerto con il cellulare, perciò la qualità è quella che è. Dopo le riprese artigianali, una versione divertentissima di “I say a little prayer for you” tratto dal film “Il matrimonio del mio migliore amico”, con Rupert Everett e Julia Roberts.

Buone vacanze a tutto voi!
Arte.

Discografia
• Hitmaker! Burt Bacharach Plays His Hits (1965)
• What's New Pussycat - colonna sonora (1965)
• After the Fox - colonna sonora (1966)
• Reach Out (1967)
• Casino royal - colonna sonora (1967)
• On The Flip Side -colonna sonora TV (1967)
• Make it Easy on Yourself (1969)
• Butch Cassidy and the Sundance Kid - colonna sonora (1969)
• Promises, Promises (1969)
• Burt Bacharach (1971)
• Lost Horizon - colonna sonora (1973)
• Burt Bacharach in Concert (1974)
• Living Together (1974)
• Futures (1977)
• Together? (1979)
• Woman (1979)
• Arthur - colonna sonora (1981)
• Night Shift - colonna sonora (1982)
• Arthur 2: On The Rocks - colonna sonora (1988)
• Burt Bacharach and Friends-The definitive collection (1995)
• One Amazing Night (1998)
• Painted From Memory con Elvis Costello (1998)
• Isley Meets Bacharach: Here I Am con Ronald Isley (2003)
• At This Time (2005)
• Burt Bacharach: Live at the Sydney Opera House with the Sydney Symphony Orchestra (Live) (2008)









musica
27 giugno 2009
In memory of Michael Jackson.
E’ la primavera del 1983. Su Rai 1 va in onda una bellissima trasmissione musicale che presenta video (ancor prima della nascita di MTV). Il programma, chiamato Mister Fantasy, è condotto con signorilità da un signore tutto di bianco vestito, Carlo Massarini. Giusto per dirvi quanto fosse di qualità la trasmissione, le interviste agli artisti venivano condotte dal grande critico Mario Luzzatto Fegiz. Per un tuffo nel passato, qua potete vedere la sigla del programma: http://www.youtube.com/watch?v=PjJfYrnoJ_Y


Un pomeriggio, stranamente, decido di fare i compiti con la Tv accesa. Riesco da sempre a fare quasi tutto in multitasking, tranne leggere e studiare (lo sa il mio papi che ha stoicamente sopportato i silenzi che gli imponevo per poter studiare in pace).

Quel pomeriggio è diverso, mi siedo a gambe incrociate al tavolino basso con i quaderni sparsi e lascio Mister Fantasy in sottofondo. Mi ricordo ancora adesso, con i brividi, l’esatta scena in cui alzo gli occhi verso la Tv e vedo il video di Michael Jackson intitolato Billie Jean. La musica mi strega, il video mi ipnotizza, l’artista (fino a quel momento a me sconosciuto) è straordinario…è amore a prima vista. Non sono innamorata nel senso fisico del termine, sono totalmente ammirata e felice.

Da quel momento mi si aprono nuovi mondi, nuove sonorità, Michael Jackson diventa il mio idolo. Inizia l’epoca dell’acquisto dei primi 45 giri, nella mia cameretta c’è un poster gigante di Michael (quando non aveva ancora subito interventi di chirurgia significativi) vestito di bianco e nero che accarezza una tigre. Ogni scusa è buona per comprare riviste in cui lui compare, per scrivere il suo nome sul diario, per recuperare tutta la discografia passata. Certo, amavo anche Madonna, i Duran Duran (Nick Rhodes in particolare), Sade, i Police, i Simply Red, Cyndi Lauper , gli Eurythmics, gli Spandau Ballet, Spagna e tutti gli altri divi dei magnifici anni ’80, ma lui era il numero 1, senza paragoni.


Il moonwalk mi mandava in deliquio, trovavo il video di Thriller con i suoi zombie una genialata, i bassi e le chitarre di Beat It mi davano energia quando ero un po’ giù e quando Michael calcava le scene vedevo talento allo stato puro: coreografie eccezionali, balletti incredibili che lui eseguiva con grazia e naturalezza, come se l’arte si fosse tutta concentrata in lui fin dall’epoca dei Jacksons Five.

Lo amai per anni, addirittura fino all’epoca dell’Università. Certo da adulta facevo fatica a riconoscere in lui l’artista di cui conoscevo le canzoni a memoria. Diventava sempre più bianco, sembrava sempre più sua sorella LaToya, le bizzarrie erano sempre presenti, le accuse di molestie erano all’ordine del giorno. Ma vederlo rievocava il dolce ricordo della mia adolescenza, l’epoca in cui ami senza compromessi.

Non so se fosse così triste, fragile e solo come dava l’impressione di essere. Forse era davvero un adulto a cui era erano state rubate la fanciullezza e l’adolescenza per il business e che cercava in tutti i modi di rivivere quelle stagioni perdute. Una cosa è certa, Michael era davvero il re del pop. Tanto sembrava timido nella vita privata, tanto diventava una tigre sul palco. Mai vista una forza e, in contemporanea, una grazia così.

Quando ho saputo della sua morte mi sono sentita infinitamente triste, come lo si è per ogni scomparsa prematura. Forse, può darsi, ho pianto anche per la mia adolescenza, puntellata anno per anno dai suoi successi. Con lui se ne è andata un po’ anche quell’epoca con i suoi ricordi.

Farewell Michael, I will always love you. Be happy and free.
Arte.




 
POLITICA
17 giugno 2009
Dimissioni? Vai avanti tu che mi scappa da ridere!

Qua in Italia le dimissioni non vanno di moda, non fanno “fashion”. Che tu sia un governatore della Banca d’Italia inciucciato con i banchieri, che tu sia una ministra rigida rigida con la scuola ma che ha fatto gli esami da avvocato in Calabria (e non a Brescia..), che tu sia il papi di schiere di minorenni, che tu sia mafioso, piduista, tangentaro o tenga due ruoli politici tra loro incompatibili con doppia paga, che ti trovino a Roma con cocaina e due prostitute, nulla è mai ritenuto degno di dimissioni.

Da buoni ipocriti, c’è sempre il complotto, l’autoassoluzione, la causa superiore, il mal di pancia della zia Berenice o il “tengo famiglia” che fanno sgattaiolare via qualsiasi nefandezza, bassezza, sotterfugio. Anzi, tante volte i disgraziati vengono premiati perché qui da noi per togliere i rompicoglioni di torno o le persone imbarazzanti non c'è cosa migliore della promozione o del riciclo in altro ruolo.

Eppure basterebbe dire “eccomi qui, rassegno le dimissioni, mi faccio giudicare e se ne esco a testa alta torno con squilli e trombe”… Macchè!

Ma vediamo come va all’estero, se ci sono due pesi e due misure o se tutto il mondo è paese.

Caso 1 “Galeotta fu la tecnologia”: 28 maggio 2009 Il Twittergate scuote la Germania.
È già stato considerato lo scandalo dell'anno, quello che ha coinvolto Julia Klöckner, deputata conservatrice e Twitter, il popolare sito di microblogging che spopola in tutto il mondo, Germania inclusa. In occasione delle elezioni per nominare il presidente federale, la Klöckner ha pubblicato, proprio su Twitter, l'esito delle votazioni con un quarto d'ora di anticipo rispetto alle fonti ufficiali. Così la rielezione del conservatore Horst Köhler, avvenuta al primo turno con 613 voti, costerà cara alla deputata tedesca: la commissione elettorale del Bundestag ha già aperto un'inchiesta e in attesa che venga fatta luce sulla vicenda la Klöckner ha già consegnato le dimissioni scusandosi per il suo "prematuro intervento".

Caso 2 “sms piccanti”: Ilkka Kanerva, ministro degli Esteri del governo finlandese, sposato e padre di due figlie trentenni, è stato costretto a rassegnare le dimissioni, nell'aprile 2008, in seguito alle rivelazioni di una spogliarellista di 29 anni, che ha fatto sapere di essere stata bombardata di sms a sfondo sessuale. Sarà stato contento il gestore telefonico…

Caso 3 “un tetto sulla testa un po’caruccio”: 25/02/2005 - Francia: ll ministro dell'economia, delle finanze e dell'industria francese Hervé Gaymard presenta le sue dimissioni dopo che il settimanale satirico francese "Canard enchainé" ha rivelato che lo Stato pagava 14 mila euro al mese per concedergli gratis un appartamento di 600 metri quadri nei pressi degli Champs-Elysées. "Ho deciso di presentare al primo ministro la dimissione da ministro dell'economia, delle finanze e dell'industria" dice il ministro "perché riconosco di aver commesso errori di giudizio". Quando si dice praticare l’understatement…

Caso 3 “una tata per la ministra”: 15/10/2006 - Svezia: La ministra responsabile della Cultura, Cecilia Stego Chilo, ha rassegnato le dimissioni dopo che la stampa svedese aveva rivelato che il ministro non pagava da 16 anni il canone televisivo e retribuiva in nero la tata dei suoi figli. Che le trasmissioni tv svedesi siano scarse come le nostre?

Caso 4 “un fiume di oro nero vi seppellirà”: 10/10/2008 - Perù: Il presidente peruviano Alan Garcia ha accettato le dimissioni del premier Jorge del Castillo in seguito allo scandalo scoppiato dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni telefoniche legate alla concessione di cinque zone di prospezione petrolifera alla compagnia norvegese Discover Petroleum. Di fronte all'evidente caso di corruzione, si erano gia' dimessi il ministro dell'Energia, Juan Valdivia e il presidente di Petro-Peru, Cesar Gutierrez, mentre il governo ha destituito dall'incarico uno dei direttori dell'impresa statale filiale. (P.s. qua sarebbero tutti passati ad incarichi più alti…anzi, adesso le intercettazioni non ci sono praticamente più e nessuno si sarebbe accorto della corruzione).

Caso 5 “dark…bathroom” 1 settembre 2007: si è dimesso dai suoi incarichi istituzionali Larry Craig, senatore Repubblicano dell'Idaho che è stato arrestato per aver sollecitato sesso nel bagno maschile dell'aeroporto di Minneapolis. Commento mio: il senatore aveva messo gli occhi su un poliziotto in borghese, esattamente come accaduto al cantante George Michael. Domanda: ma i poliziotti americani non hanno niente di meglio da fare che adescare i debosciati che bazzicano i cessi americani? Io propongo la ronda del bidè! Alè!

Caso 6 “quando fai sesso prima chiedi l’età”: marzo 2008, Danimarca: Jeff Kofod, giovane e promettente parlamentare danese, vicepresidente della Commissione Affari Esteri dei socialdemocratici, ha confessato di aver avuto una "condotta moralmente inappropriata" poichè ha avuto un rapporto sessuale con una ragazzina di soli 15 anni. "Venerdì scorso ero stato invitato a parlare nel corso di una riunione dei giovani socialdemocratici e durante la festa ho intrattenuto una relazione moralmente inappropriata", con queste parole il deputato ha ammesso il suo errore e si è dimesso. In Danimarca vige una legge secondo cui dai 15 anni in poi si ha diritto ad avere relazioni sessuali, per cui se la ragazza era consenziente per il giovane politico non c'è alcun rischio di procedimenti giudiziari. Ma ciò non basta e l'indignazione dell'opinione pubblica per la vicenda che l'ha coinvolto ha fatto compiere l'amaro passo alla promessa dei socialdemocratici che ha così deciso di abbandonare, probabilmente momentaneamente, la carriera politica.

P.s.: il parlamentare è un marcantonio…come dare torto alla ragazzina? Ma là durante le feste prima si fa tuca tuca e dopo si chiede nome ed età? Bohhh.

No comment.
Arte.

teatro
19 maggio 2009
Lo spettacolo di Marco Travaglio: Promemoria.
Venerdì 15 maggio ho avuto la fortuna di assistere a Brescia al corrosivo spettacolo di Marco Travaglio intitolato “Promemoria” - 15 anni di storia italiana ai confini della realtà. Esso si sviluppa in sette quadri narrati dal giornalista e intervallati da musiche eseguite dal vivo da Valentino Corvino e Fabrizio Puglisi.

I “quadri” sono i seguenti:

I quadro: “1992-1993. A Tangentopoli c’erano le tangenti”
II quadro: “1992-1993. Tangentopoli non era solo a Milano: come la corruzione s’è mangiata la Prima Repubblica”
III quadro: “1993. Milano-Palermo andata e ritorno mentre l’Italia è squarciata dalle stragi di mafia e Riina finisce in galera, uno stalliere fa la spola tra Palermo e Milano e un manager Fininvest fa la spola tra Milano e Palermo. Poi nasce Forza Italia”
IV quadro: “1994-1996. Una storia troppo italiana. Silvio Berlusconi, i suoi misteri e il primo governo-vergogna”
V quadro: “1996-2001. La sinistra dell’inciucio e delle leggi ad personas”
VI quadro: “2001-2006. La bolla delle balle. Cinque anni di regime berlusconiano”
VII quadro: “2006-2007. Il ritorno del centrosinistra, una coa(li)zione a ripetere”
Epilogo: “Come siamo, come eravamo e come saremo. Avanti il prossimo: se non vi son bastati Andreotti, Craxi, Berlusconi e D’Alema, ora magari arrivano Lele Mora, Fabrizio Corona e Briatore. Eppure l’Italia ha conosciuto anche grandi cambiamenti e grandi uomini...”.

Lo spettacolo, che dura più di 3 ore, è coinvolgente e, al contempo, infinitamente triste. Quando il 17 febbraio 1992 fu arrestato Chiesa per tangenti a Milano studiavo legge e pensavo di credere alla giustizia, avevo 22 anni. Entro pochi mesi furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie ed i membri della scorta ed il giudice Borsellino con i membri della scorta. Pensavo che qualcosa sarebbe cambiato, ma sono qua, quasi sulla soglia dei 40 anni, a chiedermi se l’Italia non sia sempre, in fondo, come Tancredi nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», cioè cambiare tutto per non cambiare nulla.

Vi invito ad andare a teatro, anche se ne uscirete con l’amaro in bocca. Peccato che a questi spettacoli vadano coloro che già, in qualche modo, sanno e che gli altri rimangano sempre all’oscuro.

Alla fine Marco Travaglio ha annunciato che sta cercando di far nascere una testata giornalistica libera, intitolata “Il fatto” in onore di Enzo Biagi. Se entro l’autunno avranno raccolto 10.000 abbonamenti, si partirà. Vi invito a tenere d’occhio il blog http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it in cui, a breve, inizierà la campagna di abbonamento. Io ci starò, e voi?


DIARI
10 aprile 2009
Buona Pasqua, nonostante tutto.


Ad un certo punto o le parole non bastano più, o sono sempre troppe. Quasi trecento persone sono morte e migliaia di vite sconvolte. A loro rivolgo il mio pensiero, la mia preghiera laica.

Nel dolore c’è sempre questo basso continuo di straniamento. Ore e ore di diretta, telegiornali che sparano lo share come se fosse un merito essere guardati a causa di un disastro del genere, politici che rifiutano gli aiuti offerti dall’estero la mattina e li accettano lo stesso pomeriggio, case costruite con sabbia del mare, come se il problema dell’edilizia emergesse solo in questi tragici eventi e non si sapesse che il 90% delle imprese costruisce con i piedi, risparmiando anche sull’essenziale, politici che redigono dei Piani di Governo del Territorio che sembrano dei patchwork.
 
Quando insegneranno ai giornalisti che è assurdo chiedere a qualcuno che ha appena perso una persona cara “cosa sta provando in questo momento?”.

Per fortuna ci sono migliaia di persone che stanno dando una mano, direttamente in Abruzzo e da lontano con donazioni. Grazie per i loro sacrifici.

Ultimamente ho scritto poco nel mio blog, sono sempre troppo presa o di corsa ed ho anche seguito poco gli amici bloggers che, pur nella conoscenza da lontano, ho imparato a stimare ed apprezzare. A tempi migliori.

Nel frattempo, cari auguri di buona Pasqua e Pace, nonostante tutto…
Arte.


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permalink | inviato da tellthetruth il 10/4/2009 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
sessualità
23 marzo 2009
Quando alcuni consiglieri sono cattivi consigliori… La triste vicenda del condom.

Dall’Ansa del 18 marzo 2009:

IL PAPA: L'AIDS NON SI COMBATTE CON I PRESERVATIVI (di Laurence Figà-Talamanca)
Un coro di critiche, accompagnate da una valanga di dati sulla diffusione del virus Hiv, da società civile, Ong e scienziati, e un silenzio quasi totale dal mondo politico hanno accolto le parole del Papa sul no all'uso dei preservativi nella lotta all'Aids.

"Non servono anzi aumentano i problemi", ha detto Ratzinger mentre volava verso il Camerun, prima tappa della sua visita in Africa, continente in cui vive il 67% dei sieropositivi dell'intero pianeta. Parole che in un istante demoliscono anni di campagne di informazione e sensibilizzazione messe in atto dall'Onu, dalle associazioni gay e dalle Ong che lavorano a stretto contatto con i sieropositivi e che oggi tornano a ripetere il loro monito: il preservativo è "fondamentale" nella lotta all'Aids, "é un'arma decisiva". Tace, tranne qualche eccezione, la politica. Nessuna reazione arriva infatti da Pd, Pdl e altre forze parlamentari, mentre interviene - solitario - il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: "Nessuno vuole negare al Vaticano di proporre la propria concezione della sessualità - dichiara - ma la tutela della salute delle persone e la lotta all'Aids impone la prevenzione e quindi la distribuzione di preservativi".

I radicali parlano di "falsità antiscientifica" e lanciano un appello proprio a quella classe dirigente rimasta in silenzio: "dimostri coraggio, coerenza e serietà smentendo quelle frasi che alimentano l'ignoranza e la diffusione dell'Aids". Appello finora inascoltato. Tocca quindi alla società civile prendersi la responsabilità di condannare il "grave errore" del pontefice e la "cattiva informazione" contenuta nelle sue dichiarazioni. "Siamo alla complicità consapevole di contribuire al diffondersi di una patologia che proprio in Africa assume i tratti di vera e propria pandemia", afferma il presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, mentre "il comportamento umano morale e corretto evocato dal papa ha per ora solamente contribuito ad aggravare la disastrosa situazione africana". Franco Grillini, presidente di Gaynet, parla di "responsabilità non solo morale, ma anche diretta, della chiesa cattolica nella mancata prevenzione alla diffusione dell'Hiv", mentre Actionaid cita i dati dell'Unaids (33 milioni di persone infettate nel mondo, di cui 22 nell'Africa sub-sahariana) e ricorda che il preservativo resta "un'arma decisiva per la prevenzione". Anche il mondo scientifico si preoccupa di confutare la tesi del papa e cioé che i preservativi "aumentano i problemi". "Penso che il Papa sia stato informato da cattivi consiglieri - dichiara l'immunologo Ferdinando Aiuti da sempre impegnato nella ricerca e nella lotta a questa malattia -: la scienza ha dimostrato che i preservativi sono un'arma fondamentale contro l'Aids e tutte le malattie sessualmente trasmesse".

Fuori dal coro la World Women's Alliance for Life & Family (Wwalf) che il 20 e 21 marzo terrà in Vaticano la Prima Conferenza Internazionale su donna e diritti umani: considerare l'uso del preservativo come la panacea nella lotta all'Aids "denota o ignoranza o malafede", afferma la presidente Olimpia Tarzia, mettendo in guarda da "un inganno che induce, particolarmente le giovani generazioni, a una falsa sicurezza, esponendoli maggiormente al rischio". 




 

 





POLITICA
26 febbraio 2009
Back to the future: 26 aprile 1986 disastro nucleare di Chernobyl… Quando l’Italia aveva ancora paura del nucleare.

Telegiornale di Rai Uno del 26 aprile 1986, 43 secondi per dare la notizia del disastro in Russia.
 


Quali furono le conseguenze sull’ambiente della regione colpita e sui suoi abitanti? Date un’occhiata a questi due video, ma a vostra discrezione. Alcune immagini riguardanti le malformazioni sono un pugno nello stomaco.





Potete vedere ulteriori video e leggere materiale di approfondimento molto interessante dal sito del Progetto Humus:
http://www.progettohumus.it/chernobyl.php?name=dintovideo

Noi Europei avevamo paura? Sì, io ero un’adolescente e tutti noi avevamo paura, gli adulti erano preoccupati per la nube radioattiva e tossica che si stava propagando velocemente in tutta Europa:



All’epoca, tuttavia, non era assolutamente chiaro quali fossero le conseguenze del disastro di Chernobyl in quel momento e quali sarebbero state nei decenni a venire. Ecco alcuni fatti, dati e cifre:

Persone evacuate e reinsediate in altre zone: 336.000
 
Morti accertati, bilancio ufficiale: 65
Morti presunti, stima ufficiale ONU: 4.000
Morti presunti, stima massima presentata da Greenpeace: 6.000.000 nell’arco di 70 anni
Morti presunti, stima Verdi Europei: 30.000 ~ 60.000
 
Fino al 2002: 4000 tumori alla tiroide
 
Greenpeace stima in più di 200.000 i decessi per tumori, leucemie o altre patologie direttamente imputabili alla catastrofe
 
Le radiazioni nei pressi del reattore misuravano 20.000 Röntgen/ora. Il valore rilevato nei pressi della centrale era 1 miliardo di volte superiore a quello naturale. Sono sufficienti 500 Röntgen distribuiti in un lasso di 5 ore per uccidere un essere umano
 
Il rapporto ufficiale è scaricabile da qui:
http://www.iaea.org/Publications/Booklets/Chernobyl/chernobyl.pdf

Ma le associazioni ambientaliste dissentono sulle cifre ufficiali!  Questo è il rapporto dei Verdi europei:
http://www.greens-efa.org/cms/topics/dokbin/118/118559.torch_executive_summary@en.pdf

E in Europa cosa successe? Da noi in Italia? Sull’onda dell’accaduto fu indetto un referendum con l’intenzione di cancellare alcune disposizioni di legge concepite per rendere più facili e rapidi gli insediamenti energetici. Si votò l’8 ed il 9 novembre del 1987.

Queste le domande ed i relativi risultati (che si possono consultare sul sito del Ministero dell’Interno):

1. Volete che venga abrogata la norma che consente al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di decidere sulla localizzazione delle centrali nel caso in cui gli enti locali non decidono entro tempi stabiliti? (la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "la procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, la determinazione delle aree suscettibili di insediamento", previste dal 13° comma dell'articolo unico legge 10/1/1983 n.8).

totale

percentuale (%)

Iscritti alle liste

45 869 897

Votanti

29 862 376

65,10

(su n. elettori)

Quorum raggiunto

Voti validi

26 043 929

87,20

(su n. votanti)

Voti nulli o schede bianche

3 818 447

12,80

(su n. votanti)

Astenuti

16 007 521

34,90

(su n. iscritti)

Risultati

Voti

%

RISPOSTA AFFERMATIVA

20 984 110

80,60%

RISPOSTA NEGATIVA

NO

5 059 819

19,40%

bianche/nulle

3 818 447

Totale voti validi

26 043 929

100%


2. Volete che venga abrogato il compenso ai comuni che ospitano centrali nucleari o a carbone?
(la norma a cui si riferisce la domanda è quella riguardante "l'erogazione di contributi a favore dei comuni e delle regioni sedi di centrali alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi", previsti dai commi 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 dell’articolo unico della L. 8/1983).


totale

percentuale (%)

Iscritti alle liste

45 870 230

Votanti

29 871 570

65,10

(su n. elettori)

Quorum raggiunto

Voti validi

25 866 511

86,60

(su n. votanti)

Voti nulli o schede bianche

4 005 059

13,40

(su n. votanti)

Astenuti

15 998 660

34,90

(su n. iscritti)

Risultati

Voti

%

RISPOSTA AFFERMATIVA

20 618 624

79,70%

RISPOSTA NEGATIVA

NO

5 247 887

20,30%

bianche/nulle

4 005 059

Totale voti validi

25 866 511

100%


3. Volete che venga abrogata la norma che consente all’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) di partecipare ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di centrali nucleari all'estero? (norma contenuta nella L. 856/1973).

totale

percentuale (%)

Iscritti alle liste

45 849 287

Votanti

29 855 604

65,10

(su n. elettori)

Quorum raggiunto

Voti validi

26 157 518

87,60

(su n. votanti)

Voti nulli o schede bianche

3 698 086

12,40

(su n. votanti)

Astenuti

15 993 683

34,90

(su n. iscritti)

Risultati

Voti

%

RISPOSTA AFFERMATIVA

18 795 852

71,90%

RISPOSTA NEGATIVA

NO

7 361 666

28,10%

bianche/nulle

3 698 086

Totale voti validi

26 157 518

100%


E adesso? Dove siamo? Dove stiamo andando? Cliccate sull’immagine per leggere l’articolo.



Siamo sicuri che questo è il futuro? Che questo è quello che vogliamo? Che fine hanno fatto quei 26 milioni di italiani che espressero la loro opinione all’epoca? Tutti morti? Hanno tutti cambiato idea?

televisione
18 febbraio 2009
Quando i comici sono persone serie e i politici dei buffoni...

Viviamo in un paese, fatto al contrario, in cui i comici parlano di politica e di questioni etiche e riescono a fare più opposizione della vera opposizione, mentre i politici fanno ridere.
Cliccate sulle immagini per vedere il monologo di Roberto Benigni a Sanremo e la mitica Luciana Littizzetto a "Che tempo che fa".




SOCIETA'
17 febbraio 2009
Il mio testamento biologico: e a me, se proprio proprio, date anche una botta in testa!


Il caro Moon http://2piu2uguale5.ilcannocchiale.it invita i bloggers ad aderire alla campagna “Fammi scegliere” su www.fammiscegliere.com. Riporto poche righe del manifesto della campagna: “Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita. Diciamo "fammi scegliere" perché ciascuno possa decidere liberamente quali trattamenti vuole che gli vengano somministrati e quali no in caso si trovi in stato d'incoscienza. Non diamo a questa iniziativa alcun segno di appartenenza partitica, ma ci rivolgiamo direttamente a tutte le persone che credono nella libertà dell'individuo e nella sua capacità di scelta”.

Io aderirò senz’altro alla campagna esponendo i banner e cercherò di dare visibilità all’iniziativa. Qualche settimana fa avevo anche aderito alla raccolta di firme del Senatore Marino, la cui iniziativa è poi finita annacquata a causa delle mille anime che rendono il PD ondivago ed in balia delle varie fazioni ideologiche che si scontrano sulle cosiddette questioni morali.

Voglio addentrarmi nel post ricordando, come faccio spesso, delle esperienze personali. Lo faccio perché è difficile sentirsi toccati da una questione se non la si è vissuta da vicino.

Nella primavera del 2002 andrai a trovare in Germania la mia amatissima nonnina, detta “Omi”. “Omi” è stata una donna che mi ha amato tantissimo, forse ancora di più della sua unica figlia che aveva perso molto giovane. Essendo l’unica figlia di sua figlia, ero la luce dei suoi occhi, anche se ci separavano 1000 km di distanza. Omi, all’epoca, aveva appena compiuto 89 anni ed era una tedesca cattolica credente ma non praticante che aveva attraversato due guerre mondiali, affrontato la perdita della figlia e tutte le vicissitudini della vita sempre con spirito battagliero e a testa alta. Era una donna che, secondo me, era estremamente avanti da certi punti di vista. Si curava con alcuni prodotti della medicina omeopatica sin dagli anni '60, non gliene fregava niente se uno era divorziato, era contraria all’aborto ma solo per quanto riguardava la sua sfera personale. In sostanza, diceva che una donna doveva avere la libertà di decidere, ma concludeva, nella sua saggezza popolare, dicendo “Besser ein Kind auf dem Kissen als auf dem Gewissen”. Frase che fa rima solo in tedesco e che in italiano suona più o meno come “Meglio un bambino sul cuscino che sulla coscienza”, indicando che, per lei, nella scelta morale vinceva l’istanza di tenersi il bambino.

Appena arrivata mi disse che ci teneva, essendo la sua unica nipote, che firmassi il suo testamento biologico. All’epoca non sapevo neppure cosa fosse, qua non se ne parlava. In Germania non c’era, e tuttora non esiste, una normativa specifica, ma i medici che avevano disposizioni scritte le seguivano e la giurisprudenza sosteneva questo indirizzo. L’anno successivo, nel marzo 2003, La Corte Suprema federale emise una sentenza con la quale dichiarava la legittimità e il carattere vincolante della “Patientenverfuegung”, termine che sta per volontà del paziente, riconducendola al diritto di autodeterminazione dell'individuo.

Nella sua scrittura tremolante, in un tedesco corretto (secondo me si era consultata con il suo medico di famiglia…) mia nonna dettava le sue ultime volontà, in cui chiedeva, in caso di necessità, di non essere attaccata ad alcun macchinario che le prolungasse la vita e di non essere sottoposta a trattamenti con la stessa finalità. Lo fece controfirmare da altri due parenti e lo mise sul mobile del salotto, in bella vista, come altri avrebbero appoggiato la prossima bolletta da pagare.

Ero agitatissima quando firmai, ma lei ci teneva troppo ed insisteva. Quando le chiesi come mai fosse così decisa, lei dolcemente rispose: “ se mi dovesse succedere qualcosa non voglio rimanere una derelitta, in vita per anni priva di coscienza e di autonomia. Non voglio diventare un peso per te che dovresti stravolgere la tua vita per venire qua a prenderti cura di me, a 1000 km dalla tua casa e dai tuoi affetti”. Mi commossi, la sua determinatezza era anche un atto d’amore verso me, oltre che verso se stessa.

La rividi ad ottobre, ancora autonoma, ancora lucidissima. Mi diceva che voleva morire, che non ce la faceva più a stare al mondo. Era forse vero, forse sentiva che la sua esistenza stava per avere fine. Certo, se avesse potuto, anche lei avrebbe rimandato il momento, visto che il suo freezer era pieno di cibo. Diciamo che voleva morire, ma aspettando in comodità e benessere. Morì qualche giorno prima di Natale di quell’anno. La sera parlai con lei a lungo al telefono, come facevo tutte le sere da anni. La mattina dopo non c’era più. Se n’era andata in silenzio, delicatamente, in punta di piedi e con la classe che aveva contraddistinto tutta la sua vita. Il suo foglietto era ancora sul mobile del salotto, a portata di mano.

L’amica blogger Fiordistella segnalava in un recente post come anche Horst Tappert, l’attore che interpretava l’ispettore Derrick, avesse fatto la stessa scelta e che il 13 dicembre 2008, i medici, su indicazione della moglie Ursula, hanno rispettato l'atto scritto, eliminando le flebloclisi e staccando la spina per la respirazione artificiale quando le sue condizioni sono diventate disperate. L’attore è morto all’età di 85 anni.

Ebbene, se dovesse succedere qualcosa di terribile a me, vi prego di fare la stessa cosa. E, come dicevo, se il mio corpo dovesse fare resistenza, datemi anche una botta in testa. Lasciatemi la mia autodeterminazione di essere umano, lasciate che arrivi fino in fondo al mio credo che la mia libertà finisce dove inizia quella dell’altro. Impedite che una chiesa vecchia, confusa, dura e priva di pietà, che non ha mai tirato su vomiti di malato, escrementi, sangue e muco e non sa cosa voglia dire vivere anni nella disperazione più buia con un corpo privo di coscienza accanto, decida se mio padre o chi stacca la spina per me è un assassino. Quella è la stessa chiesa che non ha firmato il trattato Onu per i diritti delle persone disabili ed il trattato per i diritto delle persone omosessuali, quella che non ha dato sepoltura a Welby ma ha fatto gli onori a Pinochet, quella che ha riabilitato Williamson che nega l’esistenza dell’Olocausto. E’ la chiesa che vive delle tasse degli italiani ma impone loro tutti i suoi dettami morali, dimenticandosi che in uno Stato laico e libero ognuno decide per sé: se non voglio abortire mi tengo il bambino, se sono contrario al matrimonio omosessuale mi sposo un etero, se sono contrario alla fecondazione assistita faccio senza avere figli, se non voglio i rapporti prematrimoniali continuo con il petting a go go. E’ quella stessa chiesa che accusa me, laico, agnostico o ateo, di soccombere al relativismo etico, ma che è una campionessa di opportunismo e relativismo: il sondino naso gastrico va benissimo (se non fosse stato inventato in natura le persone morirebbero dopo pochi giorni) ma la fecondazione assistita (che sempre trattamento medico è) fa obbrobrio. E’ una chiesa che ama i politici di destra, anche se sono pluridivorziati, pluripregiudicati, pluripeccatori, ma che non è neppure di destra, semplicemente è opportunista. Il giorno prima plaude il decreto legge per il caso Englaro, il giorno dopo lo stesso Governo approva il decreto sicurezza che chiede ai medici di denunciare i clandestini e la chiesa chiede ai medici di fare obiezione di coscienza. Le leggi, insomma, non vanno rispettate in quanto esiste una libera chiesa in libero Stato, ma solo se c’è l’imprimatur delle gerarchie, come ai tempi dell’inquisizione che, sotto sotto, non è mai del tutto stata abolita. Ce l’abbiamo tanto con i talebani, ma gli estremisti nostrani non li consideriamo?

Infine, combattete strenuamente per me. Non lasciate che qualcuno dica come sto, cosa penso, cosa sento. Che se ho le mestruazioni potrei fare figli, in stato di coma vegetativo persistente. Ed impedite ai governi di intromettersi nelle scelte mie e delle persone che mi amano. Oggi il decreto legge d’urgenza è per un caso, domani potrebbe essere per disattendere una sentenza di liberazione o di scarcerazione, per schiacciare un vostro diritto soggettivo, per liberare dei terroristi o per incarcerare degli innocenti. Superata una determinata soglia, tutto è possibile.

E, in ultimo, lasciate che io dia il senso alla mia esistenza. Se per voi esistere è vegetare, per me esistere è poter amare, odorare, mangiare, muovermi, pensare, ragionare, leggere e scrivere. Anzi, se il mio corpo fosse fermo e la mia coscienza presente, mi costringereste alla peggiore delle morti in vita, come in quei film d’orrore di serie B in cui qualcuno viene messo vivo in una cassa da morto sottoterra e, piano piano, si spegne al buio, senza aria, senza speranza, solo e disperato, con le unghie consumate contro le fibre del legno e l’ultima lacrima che scorre, fredda, lungo la guancia.

No, non fatemi questo se mi amate e avete rispetto di tutto quello in cui credo. Ricordatevi… la botta in testa.

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