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"Leggo per legittima difesa" (Woody Allen)
teatro
19 maggio 2009
Lo spettacolo di Marco Travaglio: Promemoria.
Venerdì 15 maggio ho avuto la fortuna di assistere a Brescia al corrosivo spettacolo di Marco Travaglio intitolato “Promemoria” - 15 anni di storia italiana ai confini della realtà. Esso si sviluppa in sette quadri narrati dal giornalista e intervallati da musiche eseguite dal vivo da Valentino Corvino e Fabrizio Puglisi.

I “quadri” sono i seguenti:

I quadro: “1992-1993. A Tangentopoli c’erano le tangenti”
II quadro: “1992-1993. Tangentopoli non era solo a Milano: come la corruzione s’è mangiata la Prima Repubblica”
III quadro: “1993. Milano-Palermo andata e ritorno mentre l’Italia è squarciata dalle stragi di mafia e Riina finisce in galera, uno stalliere fa la spola tra Palermo e Milano e un manager Fininvest fa la spola tra Milano e Palermo. Poi nasce Forza Italia”
IV quadro: “1994-1996. Una storia troppo italiana. Silvio Berlusconi, i suoi misteri e il primo governo-vergogna”
V quadro: “1996-2001. La sinistra dell’inciucio e delle leggi ad personas”
VI quadro: “2001-2006. La bolla delle balle. Cinque anni di regime berlusconiano”
VII quadro: “2006-2007. Il ritorno del centrosinistra, una coa(li)zione a ripetere”
Epilogo: “Come siamo, come eravamo e come saremo. Avanti il prossimo: se non vi son bastati Andreotti, Craxi, Berlusconi e D’Alema, ora magari arrivano Lele Mora, Fabrizio Corona e Briatore. Eppure l’Italia ha conosciuto anche grandi cambiamenti e grandi uomini...”.

Lo spettacolo, che dura più di 3 ore, è coinvolgente e, al contempo, infinitamente triste. Quando il 17 febbraio 1992 fu arrestato Chiesa per tangenti a Milano studiavo legge e pensavo di credere alla giustizia, avevo 22 anni. Entro pochi mesi furono assassinati Giovanni Falcone, la moglie ed i membri della scorta ed il giudice Borsellino con i membri della scorta. Pensavo che qualcosa sarebbe cambiato, ma sono qua, quasi sulla soglia dei 40 anni, a chiedermi se l’Italia non sia sempre, in fondo, come Tancredi nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», cioè cambiare tutto per non cambiare nulla.

Vi invito ad andare a teatro, anche se ne uscirete con l’amaro in bocca. Peccato che a questi spettacoli vadano coloro che già, in qualche modo, sanno e che gli altri rimangano sempre all’oscuro.

Alla fine Marco Travaglio ha annunciato che sta cercando di far nascere una testata giornalistica libera, intitolata “Il fatto” in onore di Enzo Biagi. Se entro l’autunno avranno raccolto 10.000 abbonamenti, si partirà. Vi invito a tenere d’occhio il blog http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it in cui, a breve, inizierà la campagna di abbonamento. Io ci starò, e voi?


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